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Normativa bagno per diversamente abili: esempi pratici

Quando si parla di barriere architettoniche si pensa subito alla vivibilità delle città senza pensare al disagio che si potrebbe vivere all’interno delle mura domestiche se mancano determinate attenzioni.
Ecco che la casa, luogo di serenità e benessere per antonomasia può rivelarsi piena di insidie. Quando si progetta un appartamento bisognerebbe tenere a mente l’adattabilità ossia la possibilità di modificare nel tempo lo spazio abitativo per renderlo completamente e agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.

Affinché un’abitazione possa essere fruibile dal maggior numero di persone si possono mettere in atto diversi accorgimenti come ad esempio scegliere soluzioni aperte e garantire lo spazio adeguato tra i mobili permettendo il passaggio di eventuali carrozzine ma è il bagno l’ambiente che richiede una maggior attenzione in fase di progettazione.

Schemi bagni disabili

Per rendere un bagno accessibile bisogna ripensarlo tenendo in considerazione l’ingombro dell’ eventuale sedia a ruote e prevedere cerchi di rotazione di 150 cm di diametro.
Il concetto di accessibilità, visitabilità e adattabilità è introdotto per la prima volta dal Decreto 236/89. Il Decreto definisce in maniera dettagliata gli spazi di manovra e le dimensioni minime da rispettare.  L’articolo 32 del DPR 24 luglio 1996 n 503 ha soppresso le disposizioni del DPR 384/78 e definisce le norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche degli edifici, spazi e servizi pubblici.

schemi bagni per disabili

Organizzazione degli spazi

Come accennato il DPR 348/78 è stato soppresso dall’articolo 32 del DPR 503/96 e le indicazioni in esso contenute non sono più un obbligo ma possono essere considerate come buoni suggerimenti per una migliore organizzazione degli spazi.

  • Lavandino: Il lavandino dovrebbe essere di tipo a mensola e posto preferibilmente nella parete opposta a quella dove è situato il wc
  • Wc: Dovrebbe essere situato nella parete opposta all’accesso. La sua collocazione deve garantire da un lato un adeguato spazio per l’avvicinamento e la rotazione e dall’altro un agevole appiglio.
  • Bidet: il bordo posteriore del bidet dovrebbe essere staccato dal muro.

Dimensioni minime bagno disabili

La conformazione del bagno può assumere diversi aspetti ma il più funzionale è quello a pianta quadrata. La misura ideale è di 200×200 cm e permette il posizionamento di tutti i servizi igienici di un normale locale bagno quali vasca, lavandino, bidet e wc, con la possibilità di movimento completo di un fruitore con disabilità. Le dimensioni minime di un bagno a pianta quadrata sono 180×180. Quando i sanitari sono disposti uno di fronte l’altro è indispensabile che siano distanziati tra loro di circa 80 cm.

Dimensioni bagno per disabili

Il bagno potrebbe avere anche uno sviluppo in lunghezza, in questo caso i sanitari saranno posizionati in successione con la vasca in fondo all’ambiente. Uno sviluppo ipotetico potrebbe essere 170×240 cm in modo da consentire il passaggio della sedia a ruote e l’installazione dei sanitari. In questo caso i sanitari dovranno essere distanziati tra loro di 30-40 cm.

Porta bagno disabili: misure

Per consentire il passaggio della carrozzina le porte devono avere una luce netta minima di 75-80 cm con la maniglia ad un’altezza di circa 85-90 cm e chiusura con nottolino.
L’apertura è prevista verso l’esterno ma negli ultimi tempi si sta rivelando molto comodo, per le abitazioni private, l’impiego di porte scorrevoli che, quando la struttura lo consente, risolvono i problemi di spazio garantendo al tempo stesso la sicurezza per il fruitore.

Bagno per disabili

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Bagno per disabili

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